SPENGERE IL DISSENSO CON UN CLIC

La cosa che mi fa più impazzire di tutta questa storia è il fatto che quelli che ti davano del pazzo paranoico quando due anni fa li mettevi in guardia sul dove saremmo arrivati se non ci si fosse mobilitati al più presto e in maniera massiccia, oggi sono gli stessi che hanno un fremito erotico ad ogni traduzione in norma di ciò che prima ritenevano un delirio complottistico, ovvero un qualcosa di inconcepibile.

Guardate che tra poco a scuola, in caso di positività, ci potranno andare solo i vaccinati.
Guardate che di questo passo i non inoculati non li faranno più lavorare.
Guardate che tra poco i non punzonati non li faranno entrare nemmeno nei negozi per comperarsi le mutande.
E loro giù in un florilegio di: “idiozie”, “cretino”, “mica siamo nella Germania nazista”, “complottista”.

Tra le tante cose che dicemmo allora ce n’era un’altra che è passata decisamente in sordina, in quanto ritenuta eccessiva anche dai “nostri”. Ovvero che il principale obiettivo del nuovo totalitarismo fosse quello di creare le condizioni per poter spengere il dissenso con un clic. E che queste condizioni, prima ancora che normative, dovessero essere psicologiche, come era avvenuto per tutti gli altri provvedimenti che stavano spianando la strada alla deriva autoritaria. L’ipotesi era che ci dovesse essere prima di tutto una maggioranza silenziosa che le introiettasse e finisse poi per considerarle come l’unico strumento possibile per reprimere il dissenso, partendo però dalla convinzione che il dissenziente andasse punito a prescindere dal motivo della sua protesta.

Vediamo ora quello che sta succedendo in Canada.

“Il pugno duro di Trudeau: le banche potranno congelare i conti dei manifestanti.
Il premier canadese, citato dalla BBC, ha parlato delle misure che verranno messe in campo per fronteggiare le proteste contro le restrizioni anti Covid.”

Il premier ha detto chiaramente che ridurrà alla fame chiunque continuerà ad opporsi al suo regime.
Una volta si sarebbe detto “ti metto a pane e acqua”.
Oggi siamo un passo più avanti, perché col conto congelato neanche il pane ti ci puoi comperare, lo puoi giusto razzolare dai cassonetti. E senza lasciapassare, probabilmente anche in Canada come da noi, neanche alla mensa dei poveri ti fanno entrare.

Ma badate bene, l’aspetto più sconcertante di queste affermazioni non è il contenuto, ma il vuoto pneumatico che le circonda.
Silenzio di tomba.
I Nuovi normali ci godono nel veder schiacciato il dissenso, gongolano, un po’ come gli addetti al banco del bar quando possono sbattere fuori dal locale un irregolare.
E’ questo aspetto che dovrebbe terrorizzarvi, non le parole di quel fascista bamboccio.
E’ il silenzio che accompagna la norma la vittoria, non il provvedimento in sé.
Dalla cabina di regia partono le pacche sulle spalle ogni volta che si sfonda l’ennesima trincea del buon senso e della civiltà senza dover sparare un colpo.
Noi in Italia ci abbiamo messo anni per arrivare al sequestro dei beni dei mafiosi, e ancora oggi c’è chi obietta. E’ molto probabile che chi allora obiettava, oggi sia in prima fila per spingere il bottone.
Il dissenziente è un terrorista interno, è peggio del mafioso. Questo è il messaggio implicito (A dire il vero il tronista col camice è andato oltre arrivando ad esplicitarlo in diretta televisiva, e non è stato il solo).

Il fatto che l’ennesimo scempio della civiltà giuridica si consumi in Canada non vi deve far sentire al sicuro, anzi.
Alcuni di quelli che tirano le fila vengono dal mondo dell’industria e pertanto conoscono bene l’efficienza dei sistemi che operano in parallelo.
Quella che abbiamo davanti è una catena di smontaggio che agisce in parallelo e dove ogni comparto, a seconda delle proprie caratteristiche, si sta occupando di disarticolare un pezzo della nostra coscienza collettiva. E’ una sorta di staffetta verso la tirannia digitale, alla quale partecipano diversi paesi, ognuno con il preciso compito di sdoganare uno o più concetti: l’Italia ha ricevuto il lockdown e l’obbligo vaccinale, l’Australia i campi di concentramento e lo stato di polizia, il Canada il blocco dei conti, i tedeschi il divieto di accesso ai negozi, Israele le terze e le quarte dosi…
Ogni governo coinvolto (guarda caso sono tutti guidati da uomini riconducibili ad una determinata cerchia) apre una diversa finestra, così fanno prima; se non c’è reazione da una parte non ci sarà neanche dall’altra.
E così è, e così sarà, fino all’ultimo frammento di democrazia.

Tucker Carlson sulla Fox ha dichiarato che questa nuova generazione di dittatori non alza la voce, non agita le braccia; loro ti sorridono e affermano di proteggere la democrazia, la salute pubblica; loro sostengono la diversità anche se ordinano là conformità. Loro sono aggressivi in modo passivo.
Ma non meno pericolosi. Un giorno ti alzi e non hai più il tuo lavoro e hanno congelato il tuo conto in banca, per il crimine di essere in disaccordo con loro, questa è l’architettura della tirannia e non sta avvenendo solo in Canada.

A loro dà fastidio essere definiti Nazisti.
Bene, allora chiamiamoli “Fucsisti” o in qualsiasi altro modo. Ma una definizione va trovata alla svelta, perché questa feccia va consegnata alla Storia con un’etichetta chiara che la identifichi.
Io non sono come loro, non c’entro nulla, faccio parte di una specie diversa. Li ho combattuti e li combatterò finché avrò aria nei polmoni.

Chiudo riportando alla mente ai fenomeni che mi davano del complottista quanto scrissi più di un anno fa.
Degli ultimi punti ne riparliamo tra qualche mese.
Voi però intanto prendete nota.

SOGGETTO PER UN FILM DI FANTASCIENZA.

Immaginiamo un mondo in cui un qualche tipo di “lasciapassare” digitale sia collegato ad un sistema di pagamento elettronico. Immaginiamo che questo tipo di pagamento sia l’unico consentito. Se si è in regola, le transazioni vanno a buon fine; in caso contrario i pagamenti non vengono autorizzati. Il lasciapassare è a punti: si parte da una determinata soglia e, a mano a mano che il possessore infrange le regole, si procede a scalare. Una volta giunti a zero si viene esclusi dalla vita civile e rinchiusi in appositi campi di lavoro; si può risalire soltanto per mezzo di prestazioni socialmente utili. I comportamenti premianti, al contrario, consentono di aumentare il proprio punteggio. I maggiori di sedici/diciotto anni e i disoccupati avranno diritto ad un reddito universale, ma anche questo sarà collegato alla cittadinanza a punti. Una volta arrivati a zero, i pagamenti cesseranno di essere autorizzati e anche in questo caso bisognerà svolgere lavori socialmente utili per risalire. Immaginiamo inoltre che una imminente crisi climatica imponga delle regole ferree per quanto riguarda i consumi e lo stile di vita: comportamenti in linea con le disposizioni emergenziali fanno acquisire crediti, comportamenti sbagliati determinano la decurtazione dei punti . Vengono fissate delle soglie di acquisto di alcuni beni quali ad esempio carne e carburante, o più in generale per l’acquisto di quote di emissione. Arrivati al limite la carta non viene autorizzata all’acquisto di quel bene. E’ stato istituito il reato di “negazionismo della crisi”: la pena prevede la decurtazione di crediti e l’esclusione dalla piattaforme social. Anche le imprese per poter operare dovranno essere in regola con il punteggio: una volta a zero perderanno la licenza per operare.

Ma non vi dovete preoccupare, è solo la trama di un film di fantascienza. Forse…